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ATTIVITA' VULCANICA - STORIA VULCANOLOGICA

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Introduzione | Cronologia dell'attività vulcanica a Ischia | Il Monte Epomeo | Fumarole e sorgenti termali | Eruzioni e terremoti nella storia di Ischia

L'isola d'Ischia si trova a circa 33 km a Sud-Ovest di Napoli, ha una superficie di 46,3 km2 e rappresenta la più vasta tra le isole che fronteggiano il Golfo di Napoli.
Morfologicamente Ischia presenta una zona centrale alta (Monte Epomeo) circondata da numerosi centri eruttivi. Il Monte Epomeo, che copre una superficie di 16 km2 e rappresenta circa il 34,5% della superficie totale dell'isola, è costituito principalmente da una roccia vulcanica detta Tufo Verde di Monte Epomeo e da sedimenti e depositi vulcanici successivi (Tufite di Monte Epomeo e Formazione di Colle Jetto).

La parte centrale dell'isola è occupata anche da una depressione di forma triangolare, denominata Graben di Ischia, che si estende tra Casamicciola, Barano e Ischia Ponte. Il Graben è delimitato a Sud da un sistema di faglie che vanno da Cartaromana ai Maronti e a Ovest dal margine orientale del Monte Epomeo. L'area della depressione è divisa in due settori da una faglia che segue la valle di Rio Corbore.

Il vulcanismo dell'isola d'Ischia si inquadra nella storia geologica recente dell'area tirrenica. Circa 10 milioni di anni fa le aree che oggi rappresentano la penisola italiana e le isole di Corsica, Sardegna e Sicilia, erano unite. Da allora, una lenta rotazione verso Est ha portato la penisola nella posizione attuale e ha dato luogo alla formazione del bacino del Mar Tirreno. Questo movimento, tutt'ora in corso, ha provocato lo stiramento della crosta terrestre e la formazione di profonde fatture che hanno favorito la risalita di magmi verso la superficie.
L'attività vulcanica che ha accompagnato il processo di lacerazione crostale ha subito una migrazione verso Sud-Est e ha lasciato una catena di vulcani progressivamente più giovani, che vanno dagli apparati sommersi nei fondali del Tirreno, ai vulcani della costa occidentale toscana e laziale, fino ai vulcani ancora attivi dell'area napoletana (Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio).
I primi studi geologici moderni sull'isola d'Ischia sono stati fatti nel 1930 dal vulcanologo svizzero Alfred Rittman, al quale si deve anche la compilazione della prima carta geologica di dettaglio.

Estratto dalle pagine del Dipartimento di Fisica "E.Amaldi" di Roma. Da "Valutazione del Rischio vulcanico nell'isola d'Ischia" - Tesi di Laurea di M. Mattera, Università degli Studi di Napoli, 1995


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